In memoria di tutti i Cheynet il cui onore è stato leso per quarant'anni dalla falsificazione e dalla profanazione del loro cognome.
«La famiglia Cheynet è assolutamente non nobile.» Association d'entraide de la noblesse française[1], 17 maggio 2016.
Un'indagine di portata nazionale e storica, riconosciuta dai tribunaliNella sentenza del 3 dicembre 2018, il tribunale di Digione ha riconosciuto che «l'indagine è stata condotta con serietà» e che il nostro sito doveva rimanere online. Il tribunale ha inoltre sottolineato che «è innegabile che sia stata accertata la falsificazione di alcuni atti di stato civile. I convenuti disponevano dunque degli elementi necessari per formulare tali affermazioni». Nell'ordinanza cautelare del 15 ottobre 2020, il Tribunale giudiziario di Parigi ha ritenuto che l'interesse pubblico del nostro sito «oltrepassa la sfera puramente privata, alla luce degli sviluppi genealogici e dei dettagli storici» e che, di conseguenza, esso dovesse rimanere online. Nella sentenza del 2 giugno 2021, il Tribunale giudiziario di Parigi ha riconosciuto che «Questa modifica [dal nome Cheynet a Cheynet de Beaupre], concessa dal procuratore della Repubblica il 5 novembre 1985, è stata chiaramente ottenuta con l'ausilio di atti di stato civile falsificati [...]». Il caso Cheynet «de Beaupre» per chi lo scopreLe prime tracce reperibili del cognome Cheynet de Beaupre risalgono al 1983. Ma fu probabilmente negli anni precedenti, intorno al 1981 o al 1982, che decine di atti di stato civile dei nostri antenati Cheynet vennero falsificati presso il municipio di Rochemaure per creare l'apparenza di questo titolo nobiliare del tutto inventato. Questa impresa colossale, che comportò la ricopiatura integrale di alcuni atti, la falsificazione di altri e il taglio, l'incollaggio e la ricucitura dei registri di stato civile, è stata constatata da un ufficiale giudiziario ed è oggi oggetto di una denuncia penale contro ignoti presentata dal Comune di Rochemaure. Qualche anno dopo, nel 1985, la particella von Priel fu a sua volta aggiunta al cognome Pustianaz per attribuire a quella famiglia un'ascendenza nobile e prestigiosa. L'obiettivo di chi si celava dietro questa falsificazione su vasta scala degli atti di stato civile era rivendicare una discendenza niente meno che dalle famiglie La Rochefoucauld e Borghese.
Il fatto che due famiglie imparentate abbiano scoperto una particella apparentemente «dimenticata» esattamente nello stesso periodo è particolarmente inquietante. Statisticamente, è probabile quanto vincere il primo premio alla lotteria nazionale. Ogni atto di stato civile, sia esso di nascita, matrimonio o morte, viene sempre redatto in duplice copia: una è conservata in municipio e l'altra viene trasmessa agli archivi dipartimentali. Negli anni Ottanta, quando ebbero luogo queste falsificazioni, la copia conservata in municipio era liberamente consultabile, mentre la seconda era accessibile soltanto ai professionisti del diritto, quali notai, avvocati e magistrati.
Fu allora che la verità cominciò a emergere con chiarezza: gli atti di stato civile conservati presso il municipio di Rochemaure recavano il nome Cheynet de Beaupre, mentre quelli custoditi negli archivi dell'Ardèche riportavano il nome Cheynet. Individuate la differenza. Molti altri fatti inquietanti accompagnano questo procedimento: la profanazione di una cappella e di alcune tombe, la falsificazione di una planimetria presso gli Archivi nazionali e perfino una falsa lettera di papa Pio X. Il nostro sito si propone di documentare nel modo più esaustivo possibile questi atti lesivi accertati. Il caso Cheynet de Beaupre è un caso di distruzione del patrimonio nazionale, regionale e locale. Una simile impostura deve essere denunciata, resa nota a tutti e condannata. |
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Il nome Cheynet «de Beaupre», un'invenzione puramente modernaOggi disponiamo della prova che il nome Cheynet de Beaupre non è mai esistito. Infatti, l'ultimo presunto elemento di prova addotto a sostegno dell'esistenza e della nobiltà di una famiglia Cheynet de Beaupre era un documento conservato negli archivi dipartimentali dell'Ain con la segnatura AD 42 B3. Questa segnatura avrebbe dovuto corrispondere all'«Ordinanza degli eletti della Bresse del luglio 1768 che registra lettere patenti di conferma della nobiltà rilasciate nel marzo 1768». Quando consultammo gli archivi dell'Ain nel 2018, l'archivista responsabile ci comunicò che la segnatura in questione non aveva assolutamente nulla a che vedere con un avvocato del Parlamento della Dombes. Essa rinvia in realtà ai registri giudiziari della Chambre du Trésor de la Dombes, datati dal 1635 al 1647. Inoltre, le ricerche svolte negli archivi dell'Ain non hanno portato alla luce alcun documento recante il cognome Cheynet, ma soltanto un Cheynel che non ha nulla a che vedere con la nostra famiglia. Non esiste dunque alcun archivio autentico noto che menzioni il nome Cheynet de Beaupre e possiamo concludere che questo cognome con particella è una pura invenzione. |
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Note e riferimenti
1. Sito web dell'Association d'Entraide de la Noblesse Française (ANF)

